Normativa 3 settembre 2026 · 5 min di lettura

Tassa di soggiorno 2026: esenzioni, aliquote e come gestirla

Ogni comune ha le sue regole sulla tassa di soggiorno. Bambini, disabili, operatori sanitari — chi è esente? E come si calcola correttamente senza fare errori?

Cos'è la tassa di soggiorno?

La tassa di soggiorno (tecnicamente "imposta di soggiorno") è un tributo locale istituito dal D.Lgs. 23/2011 che i Comuni capoluogo di provincia, le unioni di comuni e i comuni inclusi in aree di pregio turistico possono applicare ai pernottamenti nelle strutture ricettive del proprio territorio.

Il gestore della struttura non è il soggetto passivo dell'imposta: è il turista che la paga. Il gestore è il sostituto d'imposta — la raccoglie per conto del Comune e la versa periodicamente secondo le scadenze stabilite dal regolamento comunale.

Non tutti i Comuni la applicano. L'imposta di soggiorno è facoltativa: ogni Comune decide se istituirla, a quanto ammonta e con quali esenzioni. Prima di calcolare qualsiasi importo, verifica il regolamento specifico del Comune in cui opera la tua struttura.

Come si calcola

L'importo si calcola per persona per notte, fino a un massimo di notti consecutive stabilito dal Comune (solitamente 5 o 7 notti). Le aliquote variano in base alla categoria della struttura, all'alta o bassa stagione e, in alcuni Comuni, al tipo di camera.

Esempio pratico: famiglia di 2 adulti + 2 bambini di 8 e 11 anni, soggiorno 4 notti, tassa €3/persona/notte, esenzione under 14.

Calcolo: 2 adulti × 4 notti × €3 = €24 totali. I bambini sono esenti → si pagano solo €24.

Le esenzioni più comuni

Le esenzioni variano da Comune a Comune, ma alcune categorie sono quasi universalmente esentate. Ecco le più diffuse:

CategoriaEsenzione tipicaDocumentazione richiesta
Minori (età variabile)Quasi sempre esentiDocumento d'identità
Under 14Esenti nella maggior parteDocumento d'identità
Under 18Dipende dal ComuneDocumento d'identità
Disabili (L. 104/92)EsentiCertificazione L. 104
Accompagnatore del disabileDipende dal ComuneCertificazione L. 104
Autisti di pullman turisticiSpesso esentiDocumento professionale
Guide turisticheSpesso esentiTesserino professionale
Degenti e accompagnatoriEsenti (strutture sanitarie)Documentazione medica
Residenti nel ComuneSempre esentiDocumento con residenza
Lavoratori distaccati (>30 gg)Dipende dal ComuneContratto/lettera datore
Forze dell'ordine in servizioDipende dal ComuneTessera di servizio

Attenzione: applicare un'esenzione non prevista dal regolamento comunale equivale a trattenere un'imposta che spetta al Comune. È una responsabilità del gestore verificare ogni esenzione e conservare la documentazione a supporto per eventuali controlli.

Aliquote in alcune città italiane (2026)

Le tariffe variano sensibilmente da città a città e da categoria a categoria. Ecco alcuni esempi orientativi — verifica sempre il regolamento aggiornato del tuo Comune:

Roma
€3,50 – €10
Per notte/persona. Fino a €10 per hotel 5 stelle. Massimo 10 notti.
Milano
€2 – €5
Per notte/persona. Variabile per categoria struttura. Massimo 14 notti.
Firenze
€4 – €9
Stagionale (alta/bassa). Esenzione under 12. Massimo 7 notti.
Venezia
€1 – €5
Tariffa ridotta in bassa stagione. Under 10 esenti. Massimo 5 notti.
Napoli
€2,50 – €5
Per categoria. Under 18 esenti. Massimo 7 notti consecutive.
Bologna
€2 – €4
Flat per categoria. Esenzione under 14. Massimo 5 notti.

Come e quando si versa al Comune

Ogni Comune stabilisce le proprie scadenze di versamento. Le modalità più comuni sono:

Versamento mensile: entro il 15 del mese successivo si versa quanto raccolto nel mese precedente. È la modalità più diffusa.

Versamento trimestrale: alcuni Comuni prevedono versamenti ogni tre mesi. Utile per strutture con bassa stagionalità.

Rendicontazione annuale: rara ma presente in alcuni piccoli Comuni.

Il versamento avviene tipicamente tramite F24 con codice tributo specifico del Comune, oppure tramite portale online del Comune stesso. Alcuni Comuni hanno attivato sistemi di rendicontazione digitale integrati con le piattaforme gestionali.

Come indicarla in fattura

La tassa di soggiorno non è un ricavo della struttura: è un'imposta di terzi (il Comune) che il gestore raccoglie per conto altrui. Per questo motivo in fattura va indicata come voce separata, fuori campo IVA, ai sensi dell'art. 15 del DPR 633/72.

Nella fattura comparirà una riga del tipo: "Imposta di soggiorno (X notti × X persone × €Y) — esclusa da IVA ex art. 15". L'importo non concorre alla base imponibile IVA.

E se l'ospite non chiede fattura?

Anche in assenza di fattura, devi comunque riscuotere e versare la tassa di soggiorno. Non emettere fattura non esenta dall'obbligo di raccolta. Tieni un registro separato degli importi riscossi per ogni giornata, che servirà per la rendicontazione al Comune.

Come Worynn gestisce la city tax

In Worynn configuri una volta le aliquote del tuo Comune — per categoria di struttura, alta/bassa stagione, numero massimo di notti — e le regole di esenzione (under X anni, disabili, residenti). Da quel momento il calcolo avviene automaticamente su ogni prenotazione.

A fine mese trovi il report pronto con il totale da versare al Comune, dettagliato per data, ospite e numero di notti tassabili. Le esenzioni applicate sono documentate e tracciabili per eventuali controlli.

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